Accenti e Dinamiche

Imparare ad accentare è essenziale per colorare e rendere riconoscibile dal punto di vista stilistico la nostra musica.

La scelta di quali note accentare può essere fatta in vari modi, e l’ascolto di quanto fatto dai nostri musicisti preferiti è, a questo proposito, la migliore scuola.

Abbinandole studi di assolo e temi diteggiati e con l'indicazione degli accenti s’imparerà a compiere, in seguito, le proprie scelte.

Per prepararsi ad affrontare situazioni di vario genere è importante allenarsi ad accentare i nostri esercizi in vari modi.

Questo può essere fatto mentre si stanno assimilando le diteggiature dei nostri studi e abbinato a partenze diverse dell'esercizio.

La prima distinzione da fare riguarda le suddivisioni binarie e ternarie e tutte le possibili soluzioni a esse collegate.

Tutti gli esercizi di tecnica che faremo andranno prima di tutto ripartiti secondo il numero di note che li compongono:

  • 2 note: salti d'ogni tipo
  • 3 note: gruppi di tre note, triadi di vario genere
  • 4 note: gruppi di quattro, arpeggi di settima

E' possibile ovviamente continuare ancora, ma già così le soluzioni possibili sono moltissime e, come sempre, si devono fare delle scelte.

Per ognuna delle tre categorie precedenti avremo una scheda dettagliata in cui saranno mostrate le principali possibilità.

E' importante che l'accento sia chiaramente riconoscibile (inizialmente si tende più a pensarlo che a eseguirlo realmente) ma, durante lo studio, si dovrà assegnargli una dinamica omogenea e nettamente diversa dalle note non accentate, pur senza esagerare (evitare di far sbattere la corda).

La scelta del plettro, a questo proposito, è importante, e andrà fatta tenendo conto anche del diametro delle corde e della loro distanza dalla tastiera. Più le corde avranno un maggiore diametro e saranno distanti dalla tastiera più sarà necessario usare un plettro di maggior spessore.

In ogni caso, per aumentare le possibilità dinamiche il consiglio è di non usarne di troppo fini, a meno che il loro utilizzo non sia prettamente ritmico.

L'abbinare a ogni studio dinamiche di vario genere porterà, oltre che al miglioramento del controllo della mano dx, al moltiplicarsi delle possibilità espressive delle nostre esecuzioni.

Anche in questo caso, naturalmente, l'ascolto è insostituibile e gli esercizi di seguito proposti faranno sì, che al momento opportuno, non ci faremo trovare troppo impreparati.

  • Stabilire alcune dinamiche e, su una durata di alcune battute (2, 4 o 8), cambiarle di volta in volta seguendo un determinato ordine.
  • Effettuare crescendo e diminuendo tra le dinamiche usate precedentemente sugli stessi esercizi.
  • Fare le stesse cose anche con accordi.
  • Farlo usando turnaround, progressioni di vario genere e strutture complete (ad esempio il Blues).
  • Farlo assieme ad altri.

 

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ChitarraJazz.it di William Tononi – I-25040 Monticelli Brusati (BS)

 

 

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